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di Claudio G. Strati


2011, 2012, talenti, progetti e annunci
Tutto normale, l'importante è lavorare
(ce lo dice l'esperienza)

Un 2011 alla grande. Ogni anno ce lo diciamo, che è da incorniciare. Tanto più stavolta, poichè vediamo, oltre ad individualità di grande spessore, anche un'affermazione davvero di gruppo. Le classifiche di fine anno della Fidal ci rendono davvero orgogliosi. Nei settori giovanili siamo andati come treni: Ragazzi e Ragazze primi in provincia e secondi nel Veneto nelle prove multiple a squadre; Ragazzi e Ragazze quarta forza del Veneto nei campionati di società; e nelle classifiche del Trofeo Giovanile (dove si conteggiano i risultati di atleti con almeno 5 specialità praticate), tra le società venete Ragazzi primi in provincia e quarti nel Veneto, Ragazze seconde in provincia e none nel Veneto, Cadetti terzi in provincia e undicesimi nel Veneto, Cadette terze in provincia e diciottesime nel Veneto.

Davvero il curriculum marconiano 2011 è tutta una sorpresa. Siamo tra le primissime società venete. E se poi andiamo a guardare le individualità, rischiamo le vertigini, e non solo nel giovanile... Provo a riassumere (di certo dimenticherò qualcosa) partendo dai più piccoli. Intanto, alla festa provinciale, premiati Simone e Petra come migliori Ragazzo e Ragazza 2011; Erika per il record provinciale nella marcia; Serena per quello del disco Cadette; Lucia e Giulia tra i migliori Esordienti dell'anno.

Tra i Ragazzi abbiamo Petra e Gloria 4a e 5a nelle classifiche regionali del Trofeo Giovanile, Simone con un oro regionale; tra i Cadetti annata doc con Beatrice e Andrea leader regionali del lungo, loro due e Serena e Ron medagliati ai regionali, e ai tricolori Beatrice (4. posto!), Andrea e Serena. Salendo un gradino ecco lo scudetto Under 18 Allieve con AV firmato anche da Chiara, mentre Francesca al primo anno junior è finita a gareggiare agli assoluti e alla finale A Oro dei Cds! Da loro due, più Eros e l'altra Chiara, sono anche arrivate medaglie prestigiose ai campionati regionali tra Allievi e Juniores. A livello assoluto abbiamo mandato in archivio un anno da vertice con Laura: tre titoli italiani (tra cui uno assoluto indoor) su quattro, maglia azzurra e 7. posto agli Europei U23, seconda prestazione italiana dell'anno, con corollario l'entrata nel Centro Sportivo dell'Esercito. Mentre Rocco, con Riccardi, ha messo una firma sul suo secondo scudetto (assoluto). E che dire di Mauro, capace di 1'26" nella mezza maratona, frutto di un impegno caparbio. O del sempiterno Luigi, autore di un bronzo agli europei Master.

Aggiungiamo che il Comune ci ha rifatto la pista e possiamo constatare che il panorama è, come si vede, più che stimolante: tanto più che per la prima volta nel 2011 abbiamo sfondato la quota dei 200 tesserati. Ovvero, la realtà marconiana è una specie di macchina in crescita continua.

Un minimo di rammarico ci ha preso solo quando non abbiamo visto nostri atleti inseriti nel "Progetto juniores" della Fidal Veneto. Ma l'incavolatura ci è passata subito, memori di precedenti esperienze: anni fa ne avremmo sofferto, oggi tutto sommato ci sentiamo più saggi di allora e non ci preoccupiamo. La Federazione ha avviato il suo progetto nel quale ha inserito una trentina di atleti regionali da tenere sott'occhio insieme ai loro allenatori. Il 2012 è anno olimpico, oltre tutto ci saranno anche i rinnovi delle cariche Fidal e ogni tanto appare giusto fare un po' di comunicazione e di annunci sulle giovani promesse dell'atletica veneta. Il problema qual è, però, a nostro giudizio? Che quando si fanno queste operazioni si rischia di continuare a incensare i "bravi" - ovvero quelli che eccellono per risultati in questo momento - dimenticando le seconde e le terze file, che poi sappiamo tutti che sono il vero futuro. Nel senso che un fenomeno può anche appannarsi e sparire, mentre l'atleta costante e meno in vista, che magari non fa risultati eclatanti ma che lavora e cresce sotto traccia un po' alla volta, è quello che un domani - se la fortuna lo assiste - può dare le migliori soddisfazioni in termini di affidabilità e continuità.

Ormai un po' di esperienza ce l'abbiamo ed è proprio questa a suggerirci il ragionamento. Purtroppo esiste un cliché consunto che vede (anche da parte di miei colleghi giornalisti, sppure in buona fede...) continuamente esaltare i più forti, con un copia e incolla perfino troppo facile, e non approfondire mai cosa e chi c'è dietro. Insomma si scrive più o meno sempre il solito articolo e si tralascia il "core business" del movimento. Gli exploit dei big quasi sempre sono frutto di un lavoro corale e dell'espressione di un impegno societario. Quindi sarebbe bene citare e scoprire anche i nomi meno talentuosi ma che meritano comunque un minimo di visibilità. Se non lo si fa, peraltro, si ottiene un effetto negativo: deprimere chi, in questo momento, non fa risultati eclatanti. Ed è la cosa peggiore che si può fare, perchè significa deprimere il futuro non solo di questi ragazzi, ma dell'atletica. Perchè negli anni abbiamo visto tanti talenti venire osannati ma anche sparire all'orizzonte (abbandoni, sindromi da "vinco tuto mi", delusioni per le troppe aspettative su di loro riposte, ecc.), lasciando fior di penne senza un perchè: e mai che qualcuno sia andato a capire cosa mai fosse accaduto al big di cui aveva scritto tante volte e tanto bene. Sarebbe un peccato anche demotivare gli altri che sanno di valere e che aspettano i tempi dovuti per venire fuori.

E purtroppo abbiamo visto anche tanti talenti passare dagli altari all'anonimato, gasati da un sistema che purtroppo non ha saputo assisterli e motivarli quando veniva meno il clima dei successi. Sì, perchè - questa è la nostra teoria - un atleta conta soprattutto quando subisce cali di tensione e voglie di mollare tutto: quello è il punto critico da cui rilanciarsi.

Ecco, anche il "Progetto juniores" di Fidal Veneto corre questo rischio. Mette in cornice una trentina di bravissimi atleti, con allenatori e nomi immagine, ma magari per dover fare delle scelte trascura altri bravissimi ragazzi e ragazze che sudano nelle società venete (anche quelle meno in vista e, diciamo pure, meno vicine alle stanze dei bottoni). Già si sente di qua e di là che c'è chi è scontento perchè manca qualcuno dei suoi. Per fortuna, comunque, il cittì regionale Agostini ha detto che il progetto è aperto. Anche noi abbiamo, direi, tre nomi che promettono bene e che starebbero benissimo dentro il progetto, e altri alle porte. Mi sento comunque di rassicurare loro e i nostri allenatori: l'importante non è entrare nel progetto (se sarà il caso, meglio), ma lavorare con continuità sulla nostra pista e sulle nostre pedane. L'esperienza ci dice, ad esempio, che Laura e Rocco non entrarono mai in cordate tipo "Progetto talento" (allora c'erano anche soldi a sostegno, oggi no) e simili, finite piuttosto male secondo il giudizio comune, eppure sono andati molto più avanti di tanti colleghi che hanno già salutato l'atletica da anni nonostante i favori dei pronostici e gli inserimenti nel novero dei fenomeni.

La nostra sarà una ricetta anche sempliciotta, ma produttiva. Con questa certezza in tasca, il nostro 2012 sarà comunque un altro anno importante per lo sport di tutti, e sottolineo tutti, i nostri ragazzi, che sono l'humus di un lavoro collettivo da cui possono scaturire eccellenze ed esperienze sportive significative. Garantito.

Cassola (Vicenza) 23 dicembre 2011



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