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ARCHIVIO.  L'angolo del Presidente     di Claudio G. Strati

14 agosto 2011
Pista nuova, atletica marconiana sempre più in alto
La pista tutta nuova nel nostro stadio conforta l'animo e crea nuove attese. Dopo sei o sette anni di pressioni, finalmente l'impianto è diventato una realtà. Va ringraziato il Comune che è riuscito, nonostante il difficilissimo periodo che vivono gli Enti locali, a realizzare un'opera molto attesa, ad aver dato il giusto risalto a uno stadio tra i più belli della provincia e ad aver voluto sostenere l'attività del nostro Gruppo enormemente cresciuta in questi anni. La programmazione dell'opera era ormai fissata da qualche anno, era stato reperito un finanziamento regionale importante, ma come si sa i tempi burocratici a volte possono diventare interminabili. Invece la scelta fatta un anno fa si è concretizzata.
Ovviamente la pista tutta nuova ci stimola a fare sempre meglio. Senza, la nostra attività avrebbe potuto incontrare grosse problematiche in termini operativi e d'immagine, con anche il rischio di non poter più organizzare eventi e meeting. Pericoli ormai alle spalle.
Dobbiamo guardare invece al futuro: di certo su questa pista si possono pensare eventi importanti e rinnovati, a partire da un trofeo Scuole a Staffetta, destinato a tutta la provincia, di maggior spessore, per poi procedere anche con riunioni non solo giovanili. Anche il Comune ci chiede un lavoro di questo genere. Certo serviranno energie umane e risorse, e quindi non sarà facile. Ma come sempre cercheremo di fare il meglio, calibrando i passi sulle nostre possibilità.
Viviamo annate molto speciali. Dalle categorie assolute con punte a livello italiano ed europeo, a quelle giovanili ormai trasformate in squadre di prima grandezza a livello regionale, davvero sembra un sogno quello in cui ci troviamo immersi. Al contrario, si tratta di una realtà concretissima, frutto di un lavoro continuo dello staff tecnico e di una programmazione che si è dimostrata giusta. Nel gruppo degli allenatori quest'anno ci sono state delle new entry importanti, altre ce ne saranno.
Non ci resta che proseguire, con umiltà ma con determinazione, sui nostri passi.

22 febbraio 2011
Siamo una squadra bella e motivata. Continuiamo così

Non poteva iniziare meglio il 2011, l'anno del nostro decimo compleanno. Il doppio oro tricolore di Laura ai campionati italiani indoor di Ancona è veramente un regalo incredibile, soprattutto il titolo assoluto: sia perchè avere la numero uno d'Italia in casa inorgoglisce, sia perchè il risultato (6 metri e 29 nel lungo) parla di un'atleta determinata e ottimamente preparata sotto il profilo tecnico e fisico dal nostro staff. Ci piace sottolinearlo, perchè è un po' la conferma del nostro progetto di sport giovanile: lavorare in serenità, con umiltà, con spirito di collaborazione tra tutti.
Il rinnovamento di mentalità avviato anni fa è stata una saggia decisione. Sono arciconvinto che per crescere ci sia bisogno soprattutto di un clima ideale, ed è quello a cui teniamo di più. In effetti i successi di Laura sono anche merito di un Gruppo che si allena con amicizia e con costanza, senza compartimenti stagni e pronto a sostenere i suoi portacolori. Oltre tutto, se guardiamo dietro Laura, vediamo un panorama davvero bellissimo. Quasi 150 atleti in pista, tanto sport di base, la soddisfazione di avere molte punte di eccellenza che vengono avanti. Non è un caso se, nel 2010, abbiamo avuto trenta migliori prestazioni dei nostri atleti collocate tra le prime dieci d'Italia.
Di certo l'obiettivo numero uno della nostra associazione è far fare sport a tutti, perchè fa bene e perchè fa crescere. A nessuno chiediamo di essere un "campione", e tutti hanno diritto di fare ciò che riescono. Ma se poi riscontriamo anche degli ottimi risultati, significa che il lavoro che si fa quotidianamente è di buona qualità e che i nostri ragazzi ci prendono gusto a fare bene, anche se magari prima non pensavano che quello fosse il loro obiettivo. Lo sport, in qualche modo, è una scoperta di un mondo nuovo.
E così abbiamo Rocco nono d'Italia assoluto nel lungo, Andrea e Beatrice numeri uno under 15 del Veneto nei salti, la stessa Beatrice premiata dalla Fidal Veneto come "migliore Ragazza 2010", abbiamo avuto i numeri uno provinciali tra gli Esordienti Gloria e Riccardo, seguiti nei primissimi posti da Amar e Giuliana. E ora continuiamo a vedere progressi: Alessia, Gloria, Petra e Riccardo convocati nella rappresentativa provinciale Ragazzi, Ron tra i migliori tempi del Veneto nella velocità Cadetti, e tra i più grandi Chiara, Francesca e Eros già in possesso dei "minimi" per partecipare ai campionati italiani estivi. Senza dimenticare dei veri e propri scoop tra le Ragazze nella corsa campestre: averne quattro nelle prime 20/25 del Veneto nelle gare regionali (è successo più volte con Gloria, Erika, Alessia e Sara) è veramente una cosa che non avevamo mai visto. Questi sono solo alcuni momi che vengono in mente, ma ci sono i vari Andrea, Eric, Fabio, Simone, Elisa, Alessandra, Marcus, Bruno, Nicola ecc. ecc., e tanti altri "marconiani" pronti a fare molto bene, e una piccola valanga di nuovi Ragazzi e Cadetti, Ragazze e Cadette che con la primavera inizieranno a calcare le piste. Una bella soddisfazione è stato il meeting da noi organizzato in palestra a Pove, dove abbiamo visto il coinvolgente entusiasmo dei più piccoli, Esordienti e Pulcini. Altrettanto dicasi per i "nonnini", i Master, ricchi di passione con Luigi in testa.
Il 2011 è importante anche perchè il Comune di Cassola ha garantito il rifacimento della pista: da giugno ad agosto, pertanto, il nostro impianto verrà rinnovato e questo è un altro passaggio fondamentale per noi, poichè attualmente la pista cassolese è veramente alla frutta. Insomma gli ingredienti per migliorare ancor più la nostra ricetta ci sono proprio tutti.
Un ringraziamento è d'obbligo al gruppo dei tecnici ed accompagnatori: in ordine di categorie allenate (dai più piccoli ai più grandi), sono Valentina, Barbara, Alberto, Antonio, Diana, Daniele, Chiara, Mirko, Luciano, Natalina, Devis, con i nuovi arrivi e le nuove collaborazioni di Giulia e Piero, quest'ultimo specialista a livello nazionale, e Francesca e Nicola. Grazie all'insostituibile Marina, a Francesco e Giacomo per la parte gestionale e organizzativa. Dai che siamo una bella squadra.

25 maggio 2010
I nostri primi dieci anni. Ecco come siamo nati: non leggende ma realtà

Questo 2010 ci fa vivere la nostra decima stagione di atletica leggera. Da quel maggio 2001 sono passati ormai più di nove anni, ma siamo nel pieno dell'annata numero 10. Da allora tanti momenti sono stati vissuti, tante gare e tanti risultati hanno scritto la nostra storia. Tra tante gioie e qualche momento difficile, c'è sempre stata una costante: la crescita del nostro movimento, anno dopo anno, in termini di ragazzi e ragazze, tecnici, energie, idee, allenamenti, trasferte, competizioni, eventi. Una stimolante avventura, che ho avuto la fortuna (e l'onere!) di vivere minuto per minuto, come ideatore e fondatore, come segretario nel periodo di presidenza Strolego e quindi come presidente. Un'avventura che vuol proseguire con grande determinazione.
In vista del decimo compleanno, intanto, ci siamo regalati una bellissima ed elegante nuova tuta che sta facendo furori: bianco, arancio e nera, con il grande albero sul petto e sulla schiena simbolo del nostro club. In questo momento molto particolare è giusto ricordare - esattamente - come siamo nati. Anche per chiarire i fatti e fugare eventuali versioni non attinenti alla realtà.
In effetti non abbiamo chiesto il permesso a nessuno, per esistere. Il Gss Marconi Cassola (così si chiamava all'inizio, Gruppo Sportivo Scolastico Marconi) vide la luce in una settimana ed esclusivamente per l'idea del sottoscritto, che la sottopose all'allora dirigente scolastico Egidio Bizzotto. Il quale si entusiasmò e la prese al volo. Correva l'anno 2001 e il 30 aprile, a stagione già iniziata, il Gruppo Atletico Raasm, che da anni gestiva l'atletica leggera a Cassola, decise di chiudere i battenti. I signori Bonetti, allora dirigenti di quella società, comunicarono che l'esperienza Raasm era da considerare finita. Scattò così in pochi giorni l'idea di creare un nuovo club, collegarsi alla scuola Marconi e proseguire l'attività della quindicina di ragazzi e ragazzini rimasti. Si volle così ribaltare una situazione molto anomala che si era venuta, chissà perchè, a creare: tra Raasm e la scuola non c'era collaborazione, il che appariva del tutto innaturale, vista la vicinanza tra l'edificio scolastico e la pista di atletica...
Preparai i documenti di affiliazione e il preside Bizzotto li firmò subito, come presidente pro tempore della società. L'altra dirigente e segretaria della prima affiliazione fu Marina Monselesan. Prezioso l'aiuto, in termini di consigli e suggerimenti, che ci venne da Paolo Valente, tutt'oggi presidente regionale della Fidal, il quale mi fornì anche le carte del gruppo sportivo formato anni prima in seno alla scuola media di Marostica, dove trovai alcuni spunti per integrare il nostro statuto. Dopo di che il preside sottopose il tema in consiglio d'istituto e indicò la prof. Bonotto, preventivamente da noi già contattata per conoscerne la disponibilità, esperta di atletica, come responsabile tecnico degli allenamenti, che si tenevano nei momenti di orario sportivo scolastico del pomeriggio. Si trattava di un'alleanza scuola-genitori. Che tra l'altro ebbe anche immediatamente, e senza tentennamenti, il pieno appoggio dell'amministrazione comunale attraverso l'assessorato allo sport retto allora dal compianto Dario Bonamigo. In questo modo riuscimmo a non perdere nemmeno una gara! E nel primo week end disponibile eravamo già in pista.
Una curiosità: ricordo che la prima affiliazione, con meno di venti atleti iscritti, costò 150 mila lire (la valuta patria era ancora la liretta, e l'euro sarebbe arrivato pochi mesi dopo): c'è da sorridere pensando che oggi, ahinoi, spendiamo annualmente poco meno di duemila euro per le pratiche di affiliazione alla Fidal. Un dato che da una parte indica come sono aumentate le esigenze della Federazione, e dall'altro dà la misura dimensionale di come siamo cresciuti negli anni. In tutta la fase di passaggio i ragazzi furono seguiti da Manuel Cuman e Silvia Mocellin, bravissimi e disponibili tecnici della ex Raasm, che poi però con la nuova gestione decisero di dedicarsi alle loro attività di studio e professionali. E questo è sicuramente un rimpianto, perchè le loro erano energie e risorse preziosissime.
Così partì il Gruppo. Che nel 2005, altro passaggio fondamentale, acquisì la denominazione di "Gruppo sportivo dilettantistico scolastico Marconi Cassola" in base alle norme sullo sport dilettantistico, si trasformò, con assemblea costitutiva, in regolare associazione autonoma aderente alla Fidal secondo il codice civile - mantenendo la sede legale nella scuola e l'aggettivo "scolastico" a ricordo delle origini e della nostra "mission" - e venne, sempre dal sottoscritto, registrato all'Agenzia delle Entrate. Con unico "tutor" il nostro entusiasmo e la voglia di fare qualcosa di nuovo e diverso per lo sport giovanile.

15 marzo 2010
Indennità di preparazione tra ipocrisie e realtà

Tra gli argomenti che ricorrono nel mondo dell'atletica giovanile c'è l'«indennità di preparazione». Concetto solo all'apparenza misterioso, altrimenti denominato «indennità variabile». Ma è semplicemente il valore del cosiddetto "cartellino" dell'atleta, così come esiste in tutti gli sport. Vale la pena parlarne perchè dietro questa entità spesso si fannno moralismi inutili, qualcuno parla di "monetizzazione" o "lucro" sugli atleti. Niente di tutto questo. Meglio dire chiaro di che cosa si tratta, per evitare fantasie strane intorno alla questione che, se può risultare di difficile comprensione ai non esperti, è ben chiara, anzi chiarissima, agli addetti ai lavori dell'atletica, anche se a volte fingono di non saperlo...
Cominciamo col dire che non per tutti gli atleti c'è l'indennità. Anzi, per la stragrande maggioranza degli atleti, non esiste. E' prevista dai regolamenti federali, invece, solo per quegli atleti che hanno fatto certi risultati buoni. In quel caso, in caso di passaggio dell'atleta dalla sua società di origine a un'altra (trasferimento; in caso di prestito invece l'indennità è zero), si prevede la corresponsione di un'indennità che serve, solo in minima parte, a risarcire la società cedente dei costi che ha sostenuto per "tirar su" l'atleta. Che di solito sono notevoli e riguardano i rimborsi ai tecnici che l'hanno seguito e accompagnato a gare e allenamenti, le attrezzature acquistate, di frequente molto costose (ostacoli, giavellotti, aste ecc.), le spese per le trasferte.
La nostra misteriosa indennità, come si vede, è motivata da ragioni concrete e giuste. Una società di atletica è un sistema solidaristico: le risorse di cui dispone vengono utilizzate per l'attività di tutti gli atleti, dal più piccolo al più grande, ma è normale che per qualche atleta si "spenda" un po' di più, per aiutarlo a crescere quando dimostra attitudini particolari. Ecco che l'indennità diventa una forma di rispetto verso gli altri atleti e verso la società, la quale deve continuare ad avere le risorse per dare le stesse opportunità a tutti.
Le società lo sanno, ma a volte accade che cerchino di prendersi gli atleti senza versare la pur minima indennità di preparazione. E' ovvio che un comportamento da "furbetti" del genere va a colpire la società interlocutrice e non dovrebbe mai accadere, però purtroppo succede perchè manca la maturità necessaria a capire l'importanza di non danneggiare mai gli altri club, se si vuol far sviluppare il movimento dell'atletica. Un altro cattivo vezzo è quello di coinvolgere le famiglie sulla questione, che in realtà è squisitamente riservata ai rapporti tra club, poichè chi "riceve" un atleta interessante sa che potrà fargli ottenere qualche contributo federale in più e che un domani avrà comunque l'indennità a ristoro delle spese sostenute.
In conclusione va caldamente suggerito ai protagonisti del nostro sport di evitare furbizie e ipocrisie e di guardare la realtà per quello che è. I soldi, seppur pochi, ci vogliono, per mandare avanti le associazioni sportive. Nel nostro mondo sono cifre esigue, perfino ridicole rispetto ad altre discipline, ma sono comunque indispensabili.

31 gennaio 2010
Una voce federale da condividere al 100%

Nei giorni scorsi mi è capitato di leggere un'intervista, uscita su un quotidiano veneto a fine 2009, di un dirigente Fidal che non conosco personalmente.
Si tratta di Odone Tubia, presidente del Comitato provinciale di Treviso. Al giornalista che gli chiedeva quale fosse il suo sogno per il 2010, Tubia ha risposto: «Una maggior correttezza di rapporti: ci sono ancora troppe situazioni in cui il futuro dell’atleta non dipende da normali relazioni tra società, ma da iniziative personali che tendono a trasformare il tesserato in merce di scambio. All’atletica serve anche un investimento in cultura».
Una frase forte, inusuale direi, in un mondo in cui si leggono sui giornali articoli che, più che racconti di cronaca, appaiono farisaici comunicati. Tubia, invece, ha messo il dito dritto su una piaga che evidentemente, dalla sua lunga esperienza in questo mondo, anche lui sa che a volte si riapre.
Devo dire che l'opinione di Tubia ha lasciato un segno. E' così che vorremmo sentire parlare il mondo della Fidal, in modo schietto, tralasciando il "politichese". Tubia parla di iniziative personali "che tendono a trasformare il tesserato in merce di scambio", e aggiunge che all'atletica "serve un investimento in cultura". Se lo dice lui, significa che c'è bisogno di tracciare una strada per far scomparire da questo mondo quelle sacche di sottocultura che ancora esistono, e che non sviluppano il movimento ma lo affossano e lo sacrificano sull'altare del proprio egocentrismo.
In fondo a questo percorso ci saranno sicuramente una maggior tutela delle società e, soprattutto, dei ragazzi. Per fortuna certi comportamenti sono ormai minoritari, riguardano degli operatori che mantengono un modus operandi deleterio. Quando la nostra società ha varato la Carta etica e ha fatto conoscere la sua Lettera aperta al movimento, segnali di condivisione sono arrivati da più parti.
Un incoraggiamento dunque ai tanti Tubia che sanno mettere al primo posto la correttezza dei rapporti e il bene dell'atletica.

31 dicembre 2009
Gli auguri speciali del Gs Marconi: buon anno!

Carissimi atleti, famiglie, tecnici, siamo giunti alla fine dell'anno e, a nome di tutto il gruppo dirigente, porgo vivissimi auguri per un 2010 sereno e proficuo. Come sapete, il 2009 è stato un anno molto bello sotto il profilo sportivo, ma non facile per la nostra società. Non tanto per la sua situazione gestionale, che è come sempre solidissima, ma per i problemi creati, diciamo, dall'esterno.
Purtroppo si sono verificate azioni che, a nostro avviso, con lo sport non dovrebbero aver nulla a che fare. Ma finalmente questo sgradevole capitolo, iniziato a gennaio 2009 e già archiviato da mesi, si chiude anche formalmente con lo scoccare del nuovo anno. Nel 2009 il Gs Marconi ha dovuto subire non poche ingiustizie e posso tranquillamente affermare senza colpa alcuna, se non quella di aver cercato di lavorare soprattutto, sempre e comunque, per il bene del gruppo e non del singolo individuo, senza trascurare nessuno: ponendo attenzione non solo all'eccellenza dei risultati ma all'atleta come singola persona nella sua complessità.
Valori che non sono stati certamente seguiti da chi ha invece voluto affermare, a tutti i costi, la propria individualità e i propri vantaggi, senza minimamente tener conto della realtà del gruppo anzi, a volte - questa è la sensazione che abbiamo avuto, basata su fatti concreti! - lavorando proprio per recare danni alla nostra realtà sportiva. Con logiche che non sviluppano lo sport giovanile, ma lo affondano, e che da noi non troveranno mai spazio. Comunque guardiamo al futuro. Queste considerazioni amare, infatti, vengono in un solo colpo cancellate quando mi trovo in mezzo a voi, quando vi trovo sudati e sorridenti, quando gli allenatori scherzano tra loro e dimostrano una collaborazione invidiabile, quando percepisco che all'interno del nostro gruppo si respira, ormai già da diversi mesi, un clima sereno, lontano da maldicenze, astio e cattiverie.
Lo sport va fatto così, altrimenti che senso ha?
Quindi un grazie di cuore agli atleti, soprattutto: oggi è facile parlar male dei giovani ma devo dire che i nostri atleti possono essere di esempio. Auguri quindi a tutti voi per un felice 2010, un anno da affrontare con tranquillità e che certamente ci darà molte soddisfazioni. Un anno nel quale inizierà ad operare la nuova alleanza tra il Gs Marconi e l'Atletica Vicentina, sempre nell'ottica di "costruire" qualcosa di nuovo e di positivo.
Auguri al mondo Fidal, ai responsabili e alle società, che si dimostrino amiche o meno.
E auguri alla Federazione, al Comitato regionale e ai vertici nazionali, con l'auspicio che si comincino a mettere in pratica quelle regole etiche minime di convivenza in grado di evitare scorrettezze.
Buon Anno Nuovo. Come sempre, da vivere in pista e in compagnia.

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