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28.10.2013
Jesolo retrospettiva. I sei raccontano i "loro" campionati italiani

Dopo la bella esperienza a Jesolo, i nostri sei Cadetti che hanno partecipato alla rassegna hanno scritto le loro impressioni e i loro ricordi sull'indimenticabile esperienza. Ecco i loro contributi integrali, pubblicati anche dalla rivista online di FidalVeneto.

Simone Busnardo
Fantastico rincorrere l'asticella che va sempre più su

Con l'inizio primavera coincide l'inizio delle gare outdoor, obiettivo il "minimo" per il campionato Italiano. A maggio obiettivo centrato, 1,78 nel nostro stadio. Con il proseguire della stagione arriva qualche problema fisico, psicologico, ma i miei allenatori comprendono e con molta pazienza mi fanno uscire dalle difficoltà. Ecco che a settembre faccio le prove multiple, dove nell'alto colgo il mio PB di 1,84. Arriva anche il campionato regionale, per me una giornata da incorniciare, PB 1,94 che vale il primo posto, e record provinciale (a casa davanti allo specchio mi sono fatto i complimenti). Conseguenza: convocazione con la squadra Veneta ai CAMPIONATI ITALIANI, mmmmmm!!! Arriva il giorno della partenza: ritrovo allo stadio partenza per Vicenza ovest dove abbiamo appuntamento con la comitiva. Dico ABBIAMO perché siamo in 5+1 del Marconi, ok siamo in pullman per Jesolo. Arriviamo a destinazione e subito ci consegnano la divisa VENETA e ci accompagnano alla cerimonia di apertura, dove già si sente qualche brivido. Torniamo in albergo, si cena, faccio qualche conoscenza, ci scambiamo numeri di cell. Il mattino dopo si comincia a far sul serio, la sfortuna fa un brutto scherzo a una mia compagna, poi arrivano dei buoni risultati, uno su tutti l'argento nell'asta. Domenica sveglia alle 5,00, doccia e colazione leggera, il mister mi accompagna allo stadio, tocca a ME, stretching e riscaldamento, la tensione sale. Quando arriva l'ora X, non riesco a star seduto, continuo a simulare salti, entro e raggiungo, con qualche errore, 1,92. E' la misura che vale il bronzo, speravo di segnare il mio nuovo PB ma comunque sono contentissimo, ringrazio mister Toni e Alberto e via alle premiazioni. Bellissima esperienza, voglio ringraziare anche i miei compagni e tutto il Marconi e il mister Michele, e non posso dimenticare i miei genitori. Adesso so già che l'asticella si alza, ma spero di riuscire a rincorrerla.

Gloria Gollin
Un'esperienza davvero indimenticabile

Solo il pensiero di partire per il mio primo campionato italiano mi rendeva felice, era da un anno che aspettavo questo momento, ma poi per mia sfortuna non sono riuscita a gestire la gara come riuscivo a fare molto spesso. L'unica cosa che devo fare ora è pensare all'anno prossimo e impegnarmi ancora di più di quanto ho fatto quest'anno, e sperare che tutto poi vada per il verso giusto. La gara è da dimenticare ma tutto il resto no, la squadra, i tecnici, sono stati fantastici. Un gruppo davvero stupendo, ragazzi fantastici che nel momento del bisogno c'erano. Un'esperienza indimenticabile, tre giorni veramente stupendi con una squadra fantastica. Emozioni che non finivano mai. Fuori dal campo abbiamo scherzato, riso, e ci siamo conosciuti meglio. Non scorderò mai questo campionato italiano, soprattutto non scorderò loro, la squadra che mi ha aiutata quando avevo bisogno. Grazie a tutti, un saluto e all'anno prossimo.

Andrea Marin
Che emozione saltare sul podio e guardare la medaglia

11 ottobre, a scuola pensavo solo alle gare e andare via da qui, finalmente alle 3 si parte per Vicenza. Il bus ci passa a prendere, carichiamo le aste e si va. Lì conosco diversi atleti della rappresentativa, capisco subito che sarà un' esperienza indimenticabile. Arrivati a Jesolo ci consegnano la felpa del Veneto, finalmente ce l'ho, quanto l'ho desiderata, quanto ho pensato ogni santo giorno ad avercela. Alla sera ci rechiamo alla sfilata: eleggono i capitani che andranno sul palco, il prossimo anno potrei essere io tra quelli. 12 ottobre primo giorno di gare, apro la finestra: piove a dirotto, oggi ho la gara, che sfiga. Alla mattina ci rechiamo al campo, troviamo un posto al coperto, piove tantissimo, i miei compagni fanno male la gara per la pioggia. Passo la giornata ridendo senza pensare all'asta, il cielo si apre: è tutto azzurro. Alle 12.15 comincio a riscaldarmi, entro in campo, il mio primo esordio alle nazionali che emozione. Faccio pochi salti per provare la rincorsa, ho voglia di spaccare il mondo; aspetto tanto prima di entrare in gara, faccio tutti i salti giusti fino al 3.70 dove mi irrigidisco un po' e faccio due nulli, passo la misura e al primo colpo passo il 3.75. Il 3.85 lo faccio bene al primo colpo, esco a 3.90 insieme al lombardo e arrivo secondo; vado ad abbracciare i miei compagni del Veneto ed a ringraziare i miei allenatori. Piango dalla gioia. Alle premiazioni quando chiamano il mio nome salto sul podio e guardo la medaglia che ho al collo: che emozione. Mi congratulo con gli altri e lancio il mazzo di fiori ai miei allenatori sugli spalti. Negli spogliatoi scambio la maglietta con un compagno della Toscana. Il giorno seguente faccio il tifo per i compagni di squadra. Arriviamo secondi come squadra dietro la Lombardia ma so che i miei amici erano i migliori di tutta Italia. Il ritorno in bus è stato divertentissimo, ormai conoscevo tutti. Sono stati i tre giorni più belli della mia vita. Devo ringraziare tutti i compagni del Veneto e i miei allenatori: Marco Chiarello, Antonio Mocellin ma soprattutto Alberto Lazzaro che mi accompagnava a Padova per allenarmi e ha sempre creduto in me.

Riccardo Miglietta
La maglia del Veneto, roba da restare senza parole

Già dall'inizio della stagione non vedevo l'ora di andare ai campionati italiani a Jesolo. Ma per far parte degli atleti che sarebbero andati serviva un minimo. Dalle prime gare sembrava impossibile, ma più avanti andavo e più mi sentivo vicino al traguardo, e quando sono riuscito ad ottenere la prestazione che mi avrebbe permesso di andare a Jesolo non stavo più nella pelle. In più ero felice perché ci sarei andato con i miei amici di allenamento che erano riusciti ad ottenere il minimo. Qualche settimana prima del grande evento non riuscivo a stare attento né a scuola né in altri luoghi perché non riuscivo a smettere di pensare a come sarebbe andata la gara. Finalmente era arrivato il giorno di partire e appena salito sul pullman insieme a quella che sarebbe stata la squadra veneta, per quei tre giorni ero veramente emozionantissimo. Ma la cosa per cui ho provato l'emozione più grande è stata la consegna agli atleti delle magliette del Veneto. Appena mi è stata data sono rimasto senza parole, ero felicissimo. La domenica, la gara non è andata come mi aspettavo, forse l'emozione ha giocato un brutto scherzo ma in fin dei conti in quei tre giorni ho conosciuto persone veramente speciali. Ma soprattutto ho vissuto una delle esperienze più belle della mia vita.

Edy Nichele
Servirà impegno, ma a Jesolo conto di ritornarci

A Jesolo non ci sono stato molto, però posso dire che è stata una bella esperienza. Il campo sportivo dove si sono svolti i campionati era molto bello a mio parere, le gare sono state molto interessanti e, anche se non sono riuscito a fare una bella gara, posso dire di essermi divertito. Inoltre ho visto che dovrò impegnarmi di più, se i prossimi anni voglio tornare lì. Ho anche cambiato categoria e ora dovrò di certo lavorare di più.

Erika Pontarollo
La soddisfazione di poter dire: "Io c'ero"

E così più di due settimane dopo mi trovo qui davanti a questo foglio bianco a scrivere cosa ha rappresentato per me Jesolo 2013. Innanzitutto è stato il mio primo campionato italiano e devo dire che è stato anche meglio di come lo immaginavo. Essere in squadra mi ha dato ancora più voglia di far bene perché, oltre che per me stessa, gareggiavo anche per la squadra e questa era sì una responsabilità ma anche una gioia ed un orgoglio. Di certo non immaginavo il legame che si è creato tra il gruppo, noi ci incontriamo spesso alle gare ma se prima ci consideravamo solo rivali ora prima di tutto siamo diventati amici. E questa unione si sentiva molto anche in gara perché mentre gareggiavi il resto dei tuoi compagni era lì a fare il tifo per te e, una volta terminata la gara, era pronto a gioire se era andata al meglio o a consolarti se non era andata come ti aspettavi. Tra la cerimonia di inaugurazione e le due bellissime giornate di gara posso dire di aver vissuto a pieno i tre giorni trascorsi li a Jesolo e sono sicura che i ricordi creati nei momenti di gara e di svago vissuti con la squadra e anche con le altre regioni d'Italia, insieme a tutte le emozioni provate, saranno per sempre nel mio cuore ed in quello di tutti coloro che come me possono dire: "Jesolo 2013, io c'ero!".

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